POESIA INANE

balcone inane

Obsoleto e frugale desco
nel giberne è adeso, finitimo
e supino all’ uopo, traveggola
a guisa di cataplasma.
Cogente gaglioffo millanta
pusillanime, sacello al desio.
Mellifluo abbindola
il satrapo claudicante
lapalissiane abluzioni,
simulacro a foggia di nequizia.
Acrostico opinare,
cagione di genetliaco
obnubilante.
Esorna decubito.

– E quindi?
– Sticazzi!

ALBEDO

ALBEDO

Seducente è il respiro della notte
e il suo silenzio come cuore,
in gocce scivola.
Semplice anelito
in un labirinto di stagioni
perdute, nei pensieri.
Pioniere del tempo, cantano
le nuvole, si sciolgono
in frammenti di libertà.
E d’ improvviso è oblio.
Futuro in viaggio:
andata e ritorno si fondono
in frontiere di Luce.

S’ ATTENDE

Aurora Boreale
Erano solo trenta foglie blu
all’ autunno
e il sole,
arcobaleno di sensazioni
e preghiera al petto,
sospeso stava.
Vibrazione di un silenzio
scritto nel tempo.
E’ primavera, s’ attende
in quell’ immenso non so che,
dove ogni stella è
sogno sul volto dipinto.
Adagio s’ attende
ora,
per sempre … o mai più.