DICEVA UN TALE

E’ soprattutto quando è lieta ed innocente, che la vita non ha pietà.
(Di Pier Paolo Pasolini, 1963)

 

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E SI FA NOTTE

Calmo tediare
nella penombra mentre
il giorno volge al desio.
Ecco,
questo lento aspettare al nuovo
che pari al tarlo,
incessante scava
nel mio esistere.
Tenui ricordi ancestrali
a silenzioso anelito
di un sogno allo zenit.
E avverto il buio
quale sinfonia senza note,
che a se stessa muore
in volo verso il nulla.

E SI FA NOTTE

BIGLIETTI OMAGGIO PER IL PARADISO

Benevola maldicenza
L’ergastolo morale in comode rate
Attendere in linea, prego
Fare body building con la coscienza altrui
Due minuti di eterna bellezza
Essere buoni con cattiveria
Mesdames et messieurs, faites vos jeux!
Stati d’animo in formato e-book
Foto di gruppo … sorridere … ciiiis
Toilette per transgender eterosessuale
La corte delle vanità
Felicità in saldo al reparto emozioni
Vip, gossip, privè e cazzi tuoi
Chiesa elettronica
Ridere obtorto collo, come le pietre
ATTENZIONE!
Selfie in streaming
Boicottare l’astensionismo
Il senso delle cose
– Ciao! Ti ricordi di me?
Rum, coca e paura
Ignoranti come il catrame
Comprare se stessi
Il baraccone itinerante delle meraviglie
Folle transumanti: direzione oblio
Latrato idolatrante
Tatuarsi l’anima
Ladri di opinioni
Bestie in Gran Gala
L’illusione della realtà
Inserire i dati, premere ok
Morire con cautela e discrezione
Cenere alla cenere, polvere alla polvere
Pane al pane, vino al vino
Inchino, standing ovation.
Overbooking. Avanti un altro.

Post scriptum, plexiglas linoleum: pare che il Fort Knox dei bit coins sia grande quanto un dado per brodo. Ma dove si trovi e a chi appartenga, non si sa.
L’importante è esserci. Qui dentro, dentro questo continuum rave digitale. Magari con un drink in mano.

UNA POESIA PER LA SERA di Natale Pace e Dora Levano

Circolo16

WALTER di Studio 34

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SI SALVI CHI PUO’

Siamo senza scampo.
Cavalli zoppi che scavano nel buio.
Dramma e libello di un mondo
che si dissolve in briciole
tra i disegni del tempo,
nell’ ora del crepuscolo.
E brucia dentro.
Brucia nell’ anima,
calda di umori come imene,
piena di stagioni estive.
Siamo trasparenti come vetro.
In questo vagare morti e non sepolti,
attraversando cattedrali senza virtù,
nuotando nel presente verso il cielo.

Carne pensante, che pascola
su discariche sociali trasformate
in verdi colline di plastica,
malata di miseria,
malata di paura
di marcio albume intellettuale.
Siamo nudi, stanchi e indifesi,
circondati da idoli seduti e assedianti
su troni di paglia,
totem violenti,
che danzano tra elegie in fermento
coi loro sguardi abbaianti e vuoti.
Siamo assuefatti al sacrificio
ai signori
dell’ inganno senza limiti,
intoccabili, assisi
e ottenebranti come sudice
puttane appoggiate al lampione.

Noi giaciamo lì, attorno
restiamo…

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IL PESO DELLE EMOZIONI

Vorrei guardare i sogni
solo con la sete dei miei occhi,
attraversare voci e strade
che portano al giorno
sino al tropico dell’ anima.
Ed essere lì, dove
ogni attimo
è già domani,
oltre l’ eco delle stagioni.

Vorrei lasciarmi andare,
prima che sia adesso, dove
libero da me stesso
non ho bisogno di scelte o gridare,
dove non voglio avere ragione
e niente, resta della fine.
Solo ombre morbide come di seta,
accese schegge, in dono e
un cielo di veleno e rabbia sotto.

Vorrei contare tutte le stelle
una per una,
respiro per respiro,
leggere origami, di parole scritte
con il sapore del tempo,
per sentirne senza peso la
melodia dell’ aurora
quando ogni momento
finalmente, è frontiera.

IL PESO DELLE EMOZIONI

NOVEMBRE

È solo un cadere di foglia,
che scende.
Poi, leggera
e piena, in sé giace
di colori mai dipinti
dell’ assente profumo d agosto,
di poesia non scritta.
Ora umida terra assorbe
e tutto si compie,
tutto muore e continua.
Nella luce del suo silenzio
mi meraviglio ancora.

Foglia

UN NEMICO PER TUTTI

C’ è un nemico che hanno in comune tutti gli esseri umani, quello che in fondo conta, quello vero. E’ come un lupo che ti bracca costantemente in ogni momento del giorno, anche quando sei felice, quando sorridi, quando ti pettini, fai la spesa, telefoni, mangi … sempre. Non te ne accorgi ma sta lì, ti osserva acquattato nelle profonde pieghe dell’ anima, sussurrando la sua presenza, senza esserci ma pronto ad azzannarti con i suoi artigli. Non lo vedi, non lo odori, non fa ombre sui muri.
Il suo punto forte è la nostra debolezza. Cerca questa perché di questa si nutre.
L’ unico modo per sconfiggere questo lupo non è ucciderlo, ma entrare con decisione nella sua tana e attenderlo lì. Basta entrare nella sua tana scura e si allontana, diventa docile, se ne va.
Questo nemico feroce che abbiamo in comune, che non ha forma, ma che vive nel tempo, che vive dentro di noi, dove ha la sua tana, ha un nome: PAURA.

Foto: http://data.whicdn.com/images/241022145/large.jpg