IL DISSENSO

Ecco, se togliamo dalla prefazione di Mimmo Repetto del libro “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino:
i bambini;
il Jazz;
la pittura contemporanea;
i panda;
le case col panorama;
la poesia;
la fantascienza.

QUESTO SONO IO
E scusate se è poco.

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CORAGGIO

L’ avete voluta l’ estate? Eccola qua, in tutta la sua essenza.

La caldazza assoluta che fa sudare pure i denti.

Divertitevi, tante cose belle e, ci si vede a settembre … se sono sopravvissuto.

Ah dimenticavo: questo ritmo è per voi:

SIAMO CONTENTI COSI’

SIAMO CONTENTI COSI'

Vivo in un mondo dove le cose sono alla rovescia; il cibo non si compra più in base a quello che contiene, ma in base a quello che non c’è: senza olio di palma, senza additivi, senza conservanti, senza coloranti senza zucchero, lattosio, addensanti, senza un cazzo. Prima c’ erano i pomodori, oggi ci sono i pomodori bio a chilometro zero Dop, che sono la stessa cosa, ma con il fatto che costano tre volte tanto e sono coltivati sopra una discarica abusiva di scorie radioattive.

Tutto è smart, come lo smartphone, “furbo-telefono”, una saponetta di plastica piena di microchip che viene utilizzata per fare selfie, cioè autoscatti con il collo storto, la bocca a culo di gallina e l’ indice e il medio a indicare il numero dei neuroni scappati alla lobotomia dilagante. Gli oggetti sono diventati furbi, l’ essere umano … è rimasto al palo.

Tutto è Eco; ecocompatibile, ecologico, economico, ecosostenibile. Di normale non c’ è più un cazzo. Come lo smartphone di cui sopra, un ammasso di plastica, vetro, metalli impronunciabili che si cambia ogni sei mesi e quello vecchio dove va, nessuno lo sa trallallerollallà.

Si vuole la privacy a tutti i costi, ma si va in strada a fare video in continuazione agli altri, da postare in tutti i social.
Qualcuno è in pericolo.
-Presto chiama i soccorsi!
– sto facendo il video pirla, non vedi che ho lo smart occupato?
Poi su faccia libro la stessa persona idiota mette il faccino triste per la persona morta perché senza soccorsi e il faccino allegro, perché era lì a riprendere la morte in diretta. Lol! Io c’ero!

Tutto è online.
– Quanto fa due più due?
– Aspè che vedo su wikipedia … … non lo dice. Allora non esiste.

Tutto è easy; easy Job, easy drive, ma easy che? Che già al primo trillo della easy sveglia, tocca fare le capriole per arrivare a sera.
Tutto è on line: tutto si compra on line. Ti compri un paio di scarpe estive, belle, trendy, fighe. Arriva il pacco delle scarpe, la misura non è quella, rimanda indietro, arrivano quelle con la misura giusta dopo un mese ma di un altro modello, pagato on line, su una carta di credito o prepagata che nel frattempo in Ungheria è stata prosciugata a furia di televisori e biciclette comprate da un Hacker in Albania e vendute di straforo in Serbia.
Le scarpe arrivano a novembre, la carta nel frattempo è stata liofilizzata in Russia per sovvenzionare teste vuote dell’ ISIS che, si fanno saltare in aria nella stessa piazza dove hai indossato per la prima volta le scarpe estive (a dicembre), ma vuoi mettere l’ acquisto togo?
Pure il biglietto del treno o dell’ aereo per le vacanze è on line. Ma ti sei dimenticato di caricare la batteria del furbo-telefono e quindi non potendo esibire il furbo biglietto acquistato in modo easy stai a terra, aspetti il prossimo volo o treno, ma con un altro biglietto acquistato in biglietteria.
Pure i libri si comprano online. Il furbo-omuncolo però, è convinto che avere la possibilità di poterlo acquistare su internet, vale come averlo letto.

Tutto è anti: antimacchia, antiscivolo, antimuffa, antirughe, antigelo, antipioggia, antiallergico, antistatico, antipatico.
Tutto quello che non è anti … è antico.

Prima per i giovani c’ era il lavoro che trovavi con una schifosa raccomandazione d’ acciaio; non facevi un cazzo fino alla pensione che davano a 19 anni, 6 mesi e 1 giorno di servizio, fino alla morte, che arrivava dopo 50 anni di pensione.
Oggi i giovani dopo 19 anni, 6 mesi e 1 giorno persi a trovare una raccomandazione che non troveranno mai, si rendono conto a 50 anni, che la pensione gliela danno solo dopo morti.

Meno male che stanno sparendo pure le stampanti. Tutto si fa online. Già perché una stampante la trovi (on line ovviamente)anche a 29,99 Euro (scrivere 30 Euro secchi sta brutto, non è smart). Le cartucce di inchiostro da sostituire però, costano 39,99 Euro. Cioè l’ inchiostro contenuto nelle cartucce vale al grammo, più dell’ oro e della stampante stessa.

Permesso … permesso. Scusate vorrei scendere. No non si preoccupi, mi sta bene anche in corsa.

A PROPOSITO DI …

Nuvole

La cosa più profonda dell’ Amore inteso in ogni sua espressione, è che ti fa gioire e soffrire al tempo stesso.  Una pulsione che, a differenza dell’ odio non si può reprimere per scelta. Afferma la nostra esistenza, senza negare tutte le altre possibilità che si trovano all’interno della nostra grande o modesta avventura personale nell Umanità,  riportandoci a (ri)scoprire noi stessi, momento su momento, in  una lotta quotidiana per prevalere in un mondo stupido e idiota. Ma al contempo, un mondo in cui si infrangono come onde tutte le nostre ombre, le nostre paure fino a guardare in faccia la nostra vita con un senso di rinnovato coraggio, verso noi stessi e gli altri. Anche quando ci fregano con cattiveria, la valigia delle nostre speranze. Da solo viene come nuvola, e da solo se ne va, se non lo coltiviamo.

L’ Amore è astratto, non ha forma, peso e neanche dimensione, ma ha bisogno di tutto questo per concretizzarsi. Si vive quasi fuori dal tempo anche se lo usa; non si impara, non ha bisogno di spiegazioni e non vuole esperienza. È un patrimonio intimo e naturale di ognuno. Si riceve e si trasmette … punto. In fondo, questo fa l’ Amore: umilia la stupidità e l’ idiozia.

Senza, siamo fottuti.

E’ più bellissimissimo.

Per volare non ci vogliono grandi ali, ma tanta immaginazione. Con questa, vai dove vuoi, non inquini, non ti costa nulla e se lo fai con semplicità … è più bello.

E’ più bello perché ti fa tornare bambino. O, malgrado tutto, ti fa rimanere tale.

 

STANZE VUOTE

Rebecca Litchfield

Foto di Rebecca Litchfield

Sembra un cadere
dall’ altro lato dei sogni
che, sento i tuoi occhi.
Guardo le tue parole
perdersi oltre un cielo bastardo,
confuse, nascoste, in agguato
fino a spaccare l’ orizzonte,
tra le carezze della tempesta
e i graffi di un sorriso
nelle notti
sospese nell’ incanto
dell’ Universo.
Scoppia il cuore … booOOM!
D’ improvviso emozione.
Poi, come polvere nel buio,
di un canto senza note
si spengono le pareti.
Si, di sensazioni sanguina
l’ anima,
prima del nulla
in attesa di un orgasmo di Luce.

LO SCOLAPASTA SENZA BUCHI

Sono passati tre giorni dalle elezioni amministrative in circa 1000 comuni sparsi in Italia. Ma non c’ è stato ancora uno che sia uno, che abbia storto un pochino il naso su questa immagine:
FOTO BLASTINGNEWS.jpg
Foto: blastingnews
Cafonaggine a parte, la Legge N° 533 Articolo 2, del 8 Agosto 1977 (ancora in vigore) riguardante disposizioni sulla sicurezza pubblica è chiara e non ammette interpretazioni o arzigogoli:

LEGGE CASCO PAG 1.jpg
LEGGE CASCO PAG 2.jpg
Ma il problema non è costui, che fa della volgare morale ai politiconzoli da strapazzo, che insulta e minaccia rappresaglie contro coloro che non intendono votare la sua setta, perché si sono resi conto che fare solo casino modello bimbominkia, non è Rivoluzione. Il problema è chi avrebbe dovuto dirgli di togliersi quel coso dalla testa, cioè il Presidente di Seggio e, ancor prima, il presidio d’ ordine all’ ingresso del seggio stesso.
Forse tutti costoro erano andati alla toilette, forse pensavano che era solo uno scolapasta senza buchi, chi lo sa …
E i Magistrati? E tutti quelli interessati all’ Ordine Pubblico? Su 60 milioni di italiani, qualcuno di costoro l’ avrà vista questa immagine o il video su una testata giornalistica cartacea, oppure sul Web. Un vice ispettore di passaggio su un social network, una matricola della Polizia Municipale …
Forse anche loro erano andati alla toilette …
Di sicuro l’ Italia se ne è andata a puttane, perché se non ci si accorge di uno che entra in un seggio con il casco in testa, figuriamoci di un matto con dell’ esplosivo in uno zainetto.
Ma si, “chissenefrega”. Vero?