7+5

Le note musicali in fondo, sono solo 12. Molte di meno dei colori, però, anche con sole 12 note si può comporre musica all’ infinito.

Oh! De gustibus et coloribus non est disputandum.

Libertà anche nel sapere

Alle scuole medie mi hanno obbligato a imparare a memoria questa poesia. Risultato: mi hanno fatto odiare questi versi che, dopo qualche mese dimenticai.
Oggi, in totale libertà, la rileggo. E’ meravigliosa, ci realizzo sopra un videoclip.
Morale della favola: neanche il sapere, l’ arte e la cultura vogliono imposizioni.

FACCIALIBRO

FACCIALIBRO

 

 

 

 

 

 

 

Ok, è un argomento trito e ritrito, ma sempre attuale. Forse qualche persona leggendo, si sentirà urtata se non incazzata come un facocero ferito. Pazienza. Questi sono gli stereotipi o, persone con le quali mi imbatto in quel calderone digitale che ha per nome Facebook. Ce ne saranno sicuramente altre, ma queste sono quelle che intercettano il mio mondo virtuale, anche indirettamente. Per fortuna non sono tutte così, anzi questi esposti sono solo dei casi particolari, però …

  • I selfisti: si fotografano in ogni momento del giorno. Mangiano … selfie, ballano … selfie, trombano …selfie. Sempre splendidi e sorridenti, con pose da contorsionisti allucinanti che neanche barbie e Big jim dopo averli snodati per mezzora, riescono ad avere. I selfisti da combattimento hanno pure un bastoncino di un metro dove tenere a distanza il loro FurboPhone 5.0 per farlo meglio. C’ è uno che muore … selfie. Qualcuno per questo è finito in galera. Meno male.
  • I pseudo-fotografi: Una sottocategoria dei selfisti. Comprano una macchina fotografica e si sentono fotografi. E fotografano tutto. Tutto! E postano tutto quello che fotografano. Fanno 3.000 foto a un fiore e postano tutte e 3.000 le foto. Tutte uguali. E quel fiore visto 3.000 volte te lo fanno odiare. Alcune foto sono diverse, perché si vede una mosca che passa. Qualità e quantità non sono la stessa cosa. Peggio dei giapponesi in vacanza.
  • I filosofi: condividono a tutto spiano immagini con frasi di personaggi famosi sopra, che a sol guardarle accresce di colpo la propria autostima, perché ci si sente nettamente migliori di chi le crea e le diffonde. Viene da pensare: -“ma forse credono che solo loro hanno la possibilità di leggere libri, frequentare biblioteche e salotti buoni.” Alcuni spiattellano la frase a effetto su paesaggi tipo cartolina anni ’70, con un misero copia/incolla. – “Qualche pensiero, considerazione o aforisma partorito dalla vostra mente, anche per sbaglio, no?”
  • I fantasmi: non ci sono mai. Attività pari allo zero virgola niente. Di loro non si sa nulla, a parte nome e cognome … nessun dato utile. Dopo 7, 8 mesi spunta solo che ha “stretto amicizia” con Tizio o Sempronia, poi di nuovo il nulla per qualche anno. Molti di questi, non hanno neanche una foto di un tramonto delle Isole Tonga come profilo, niente. – “ ‘Zzo ci stanno a fare?” Lo sanno solo loro. In compenso non infastidiscono nessuno.
  • I guardoni: simili ai fantasmi, ma sono solo nascosti, come detective da pedinamento digitale. Se li incontri per strada ti commentano tutti i 7, 8 mesi della “tua” attività sui Social come se l’ hanno vissuta loro. Sembrano quei vecchi, che stanno tutto il giorno dietro le persiane a spiare quello che succede in un cortile di caseggiato. Mettono inquietudine.
  • I gironzoli: devono dire dove sono e cosa fanno in qualunque momento della giornata. Inizia con: Tizio è a far colazione in cucina, Tizio è in giro per lavoro, Tizio è in sala pranzo per mangiare, Tizio si trova a Milano a fare shopping, Tizio è nel suo letto che dorme. Almeno, si risparmiano i bisogni fisiologici.
  • Gli animalisti: inseriscono e condividono foto e video di cani, gatti, uccellini. Per carità, belli, teneri e simpatici. Poi sempre, inflazionandoli di continuo e ossessivamente, rompono. A me bastano gli animali presenti nel mio condominio. E non sto parlando di cani, gatti o uccellini.
  • I VIP: “Very Imbecil Persons.” Hanno profili con 5.000 contatti, tutti cercati da loro. Non li considerano contatti, ma numeri che elegantemente definiscono propri fan. Cioè a dire solo una possibilità per fare soldi. A tue spese ovviamente. Alcuni hanno anche più di 10 profili e account. Spaziano nel campo artistico o professionale, propongono quadri, libri, foto, musica, lo “svita patate”, il trincia pollo fabbricato dalla NASA o una beata minkia. Postano seriosi le loro cose, ma non si degnano neanche di un “mi piace” in versione economica o men che meno di uno straccio di commento (del tipo: – “già”) alle attività dei famigerati 5.000. Mai. Sò vippe … che vò fà.
  • Gli chef: un giorno si alzano illuminati da un frullatore o da un Bimby e decidono, di trasformare il proprio account in un programma orribile tipo Masterchef, spaziando da cagate in salsa misteriosa a vomiti informi che almeno il monitor, ci risparmia nell’ olfatto. Alcuni, dimenticandosi di fare la “fotina” pre-ingozzo, propinano addirittura il piatto mezzo consumato e con i morsi. Nessuno si degna di fornire la ricetta del prodotto alchemico spacciato per prelibatezza, con buona gratitudine di chi vede le foto. Domenica il gran finale da fuochi d’ artificio: la lasagna nel vassoio di stagnola. Pietà.
  • I politici: comunicano che si candidano, postano il loro programma fatto di chiacchiere belle e fumose, solo di opposizione distruttiva e senza proposte. Riescono a trasformare in politica temi quali la Relatività quantistica o l’ arte impressionistica svedese. Poi, al momento delle votazioni hanno 30.000 mi piace nei social Network…e 4 voti nelle urne dei seggi elettorali. E via, verso una nuova campagna elettorale, cambiando per l’ ennesima volta partito o lista civica. Ovviamente.
  • I perseguitati: sembrano pericolosi, ma in fondo sono innocui. Sono simili ai filosofi, ma pare che il mondo si sia rivoltato contro di loro. Sempre a lamentarsi di complotti che vengono tramati verso di loro. E postano in continuazione frasi tipo:

“Se tu mi rispetti io ti rispetto, se non mi rompi le scatole io non le rompo a te.”
– “Tiro avanti per la mia strada.”
– “Non mi faccio intimidire da nessuno.”

Spesso abboccano a notizie farlocche dove mega industrie inseriscono droghe nei prodotti per prosciugare il loro conto in banca, o di scie chimiche e UFO che spuntano pure sotto il loro letto, fino a fantomatici profili di gente inesistente che va messa alla gogna perché chissàchi ha detto che …. Sembra che tutto quello che viene postato o condiviso in rete sia messo apposta contro di loro. – “Ma ce l’ hai con qualcuno che ti ha fatto del male?” Allora vai da questo qualcuno a quattrocchi e esponi, anche in modo acceso, il tuo malcontento per ottenere soddisfazione. Altrimenti passi solo per persona frustrata, autolesionista e prossima all ingresso in manicomio.

  • Le mamme: appena partorito il sacro pargolo subito a postare foto: il bagnetto, la nanna, il pannolino scagazzato, l’ allattamento … il primo cerotto, il primo dentino … la Prima Comunione. A queste mamme non gli viene in mente prima di inserire la pupa con abitino da Battesimo che fanno la felicità dei pedofili con le loro foto? Non ci vuole niente a trovare il luogo dove vivono queste piccole creature, con tutte le conseguenze che comporta. Cazzate? Metter la porta corazzata dopo che si è stati rubati di tutto non serve a niente. Ma tanto sò mamme, e levaglielo dalla testa che è pericoloso condividere foto dei propri bimbi a delle anime perverse che circolano su Faccialibro. E vabbeh, sono cazzate, ma io ve l’ ho detto.
  • I canzonisti: quando (haimè) muore un/a cantante, subito si affrettano a inserire tutto il loro repertorio. Tutto. Questo fraccamento di cabbasisi dura dai 4 ai 7 giorni circa. Poi il de cujus viene scaraventato nel dimenticatoio e fanculo. Avanti un altra salma.
  • I fancazzisti: spesso hanno nome falso, cambiano foto del profilo più delle mutande e stanno alla larga da notizie o post che meritano attenzione e riflessione più o meno seria. Vivono nel mondo virtuale, e se ne fottono di tutto e tutti. Il commento più utilizzato è: “ahahahahahahahahahaha!”. Se hanno fretta perché devono cazzeggiare altrove, si riducono a scrivere: “Lol”. Forse sono i migliori.
  • I bizzocchi: simili ai filosofi, postano tutto quello che c’ è a disposizione sul loro credo. E fin qui niente di male. Ma poi partono con terribili minacce da Santa Inquisizione rivolte a chi si è mangiato un pasticcino di troppo e continuano con l’ immenso perdono e Misericordia a chi ha fatto fuori una intera scolaresca in gita. Mostrano un giorno si e l altro pure, la loro collezione di Rosari e immaginette. Preferisco i Testimoni di Geova davanti alla porta di casa la domenica, alle 6 del mattino.
  • I rivoluzionari: vivono nell’ ansia costante e hanno sempre una petizione da proporre. Dall’ estinzione della foca monaca all’ inserimento della pizza Margherita come patrimonio dell’ Unesco. Pensano di salvare il mondo con un clic belli comodi, col mouse e il pacchetto di patatine accanto.
  • I buongiornisti: alle 7 del mattino puntuali spunta il loro buongiorno, ma anche il buonasera alle 19 per par condicio.      – “Buongiorno una sega e buonanotte una cippa di ramo di cedro del Libano. Pagami le bollette te che stai dietro al pc, che se mi vedi per strada ti giri dall altro lato. Poi avrai il mio buongiorno”.
  • I cuoricini: spesso (spesso, ma non sempre) di genere femminile vivono come una Tribù a parte. Scrivono una cazzata immane del tipo: 2 +2 = 5 e fra di loro si compiacciono a vicenda con mon petit, tesorino, cuori, sorrisini e altre valanghe di emoticon. Guai a contraddire anche garbatamente queste persone di quanto scritto. Si viene assaliti con una ferocia modello ISIS. Ti insultano, ti minacciano, ti graffiano l’ auto se dello stesso luogo, o peggio, provano a metterti sotto con la macchina. Va di lusso se ti bloccano soltanto l’ account. La peggior specie.
  • gli sportivi: Prima c’ erano i bar dove si parlava e sparlava delle squadre di calcio e dei giocatori, con tutte le sequele di sfottò . Ora ci sono anche i Social Network. Stessa cosa, precisa, identica. Ma in dimensione digitale, senza birra o caffè al banco. Almeno, su uno Smartphone o pc non si possono menare tra di loro come fanno allo stadio.
  • Le slotmachine: giocano dalla mattina alla sera con cose del tipo Crash bubbon Piaga, Bidonville e altre menate ludiche. Le uniche notizie che si hanno di loro sono che hanno raggiunto il 281° Livello a Digital fantasydechè o che hanno giocato per 20 ore di seguito, ma lo negheranno sempre. Non gli frega un cavolo del Social in sé, se non per disturbare gli altri con richieste del tipo: dammi 25 punti di energia o un martello per fare la fattoria. – ”Io il martello te lo darei volentieri e con tutta l’ energia che ho, ma in testa!”

Vogliamo parlare dei gruppi e delle Pagine? Noooooooo … basta. Magari in seguito, altrimenti facciamo Natale.
Ah, dimenticavo: circola nel web una parodia a puntate dedicata a questo Social Network. Il nome? Faccialibro.