LO ZIO DI ROMA

Toh … anche i romani, con un funerale modello Lucky Luciano de noaltri, si sono accorti che hanno la Mafia in casa.
Benvenuti nel club.
La mafia comunque non è una carrozza a sei o 40 cavalli con tanto di soundtrack alla Vito Corleone di “Nuova Iorchi”. Quello è solo cattivo gusto.

Mafia è tonnellate di droga che qualcuno consuma. Chi? Boh? Non si sa, forse i consumatori verranno dall’ estero, la prendono a Roma e ne fanno uso al paese loro. Gli spacciatori, uno in ogni angolo di strada, compresa Via Veneto allora, regalano fiori e declamano poesie ai passanti.

Mafia è l’ orrore urbano fatto su terreno non edificabile, demaniale o con autorizzazioni amministrative elargite alla cazzo.

Mafia è i morti ammazzati che ormai non si contano più, ma fanno statistiche e lacrime.

Mafia è i biglietti che si pagano per l’ ingresso in una spiaggia libera sul litorale, ma anche il “micro-pizzo” pagato per non trovare la macchina graffiata da un parcheggiatore abusivo.

Mafia è le armi che circolano per strade e borgate, portate indosso e usate come fossero degli Zippo.

Ma anche le estorsioni e minacce fatte per fottersi l’ attività di chi vive onestamente di commercio, la compiacenza stipendiata mensilmente dai “re di Roma”, degli amministratori genuflessi, incravattati e “cravattari” della cosa pubblica che diventa “cosa nostra”, la malagiustizia e tante altre porcherie e violenze.

La gente però che fa? Si indigna per l’ elicottero spara-petali e del kitsch ‘zzallo, truzzo e tamarro di un funerale che sembra una reminiscenza di quello in: “Lo Zio di Brooklyn”. Di questo si indigna.

IL VOLTO OSCURO DEI SOGNI

IL VOLTO OSCURO DEI SOGNI
IL VOLTO OSCURO DEI SOGNI
Pensieri concentrici,
nascosti vivono
sotto gli scranni della ragione,
che scivolano, passano e cadono
e poi da se stessi un andar via
quali anime appese
nel limbo del non so.

Dei degli Dei,
tanti, confusi, troppi.
Innocenza che non assolve,
stupore, inganno
e orrore senza metodo.
Orare pro vobis
l’ implosione del vuoto.

Fase REM

Nel silenzio del momento,
mondi ortogonali fluttuano
tra spazi onirici.
Sogno è luogo senza odore,
sogno è luogo senza sapore,
sogno è ciò che
non è tempo, carne e luogo.
Stato di incoscienza che scava
nell’ anarchia delle illusioni.
Illusioni vacillanti, incerte,
padrone e serve del Kaos.
Resta un bruciare di ombre,
tutte in riga, ammaestrate
come sentinelle del divenire.

Suona la sveglia.

7+5

Le note musicali in fondo, sono solo 12. Molte di meno dei colori, però, anche con sole 12 note si può comporre musica all’ infinito.

Oh! De gustibus et coloribus non est disputandum.

Libertà anche nel sapere

Alle scuole medie mi hanno obbligato a imparare a memoria questa poesia. Risultato: mi hanno fatto odiare questi versi che, dopo qualche mese dimenticai.
Oggi, in totale libertà, la rileggo. E’ meravigliosa, ci realizzo sopra un videoclip.
Morale della favola: neanche il sapere, l’ arte e la cultura vogliono imposizioni.