QUANDO L’ AMMINISTRAZIONE DELLO STATO SE NE FOTTE

Salvatore e Antonia. Due italiani qualunque, della Provincia di Bari. Non due delinquenti, saltafossa o traffichini. Due…persone…qualunque. Hanno chiesto compostamente:“Per favore fateci uscire da questo inferno!” Che t’ hanno fatto le Amministrazioni? Gli hanno preparato il biglietto in classe Executive per l’ inferno, dando il meglio di sé. Salvatore si era pure azzardato a fare l’ onesto, non poteva quindi essere argomento di interesse. Dava fastidio. Magnificat.

Salvatore De Salvo, 64 anni, bitontino rappresentante di tessuti disoccupato. Si è lasciato morire all’all’alba di domenica nello specchio d’acqua antistante il lido San Francesco, forse dopo aver ingerito barbiturici. In serata, il colpo di scena. Nella stanza 448, al quarto piano dell’hotel “7 Mari”, l’addetto della reception trova il corpo senza vita di Antonia Azzolini, 69 anni, molfettese. La donna, distesa sul letto, sembra addormentata. È la moglie del De Salvo. Potrebbe aver ingerito anche lei barbiturici o essere stata soffocata con un cuscino. La coppia viveva lì da una settimana dopo aver trascorso il Natale presso alcuni parenti nel Salento. I Carabinieri sono risaliti all’ultimo alloggio dei due (l’ex hotel San Francisco di Triggiano dove erano stati lasciati i bagagli), hanno ricostruito gli spostamenti, rintracciato il figlio che aveva deciso di limitare i contatti al minimo indispensabile.

L’ articolo.

Bravi…tutti.

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