20 ORE AL GIORNO

Detesto chi sostiene di lavorare 20 ore al giorno (ci sono, ci sono).
È falso e non è credibile. A parte che si lavora per vivere e non viceversa, ma ognuno ha le sue aspirazioni e può di suo, cercare di realizzare in toto questa finestra temporale quotidiana di 20 ore dedicate al lavoro.
Viene spontanea però, una serie di domande: chi lavora 20 ore al giorno, ha a disposizione solo quattro ore per dormire, mangiare, lavarsi e curare la propria persona, vestirsi, quindi munirsi ogni tanto di abbigliamento nuovo, effettuare bisogni ( necessità) fisiologici. Per quanto riguarda il dormire, ci si può haimè, risolvere per un certo periodo limitato drogandosi e svenire giusto un’ ora al giorno, poi si schiatta. Pranzi e cene adattarli a consumazioni di lavoro, e la famiglia se c’ è, affanculo.
Ma voi che dite di lavorare 20 ore al giorno, vi lavate? Una pettinata ve la date? Vi vestite anche senza perdere il tempo della cravatta? Andate di corpo, o siete di plastica come i pupattoli Barbie e Big Jim?
Poi però, questi stakanovisti del mistero, li trovi in ogni trasmissione e rotocalco televisivo, alla Prima della Scala di Milano, allo Stadio in Tribuna Vip, in ogni “salotto buono” che conta, su panfili o in Costa Azzurra, con parti del corpo rifatte dal chirurgo estetico (quando, se dicono che lavorano sempre?), rilasciano interviste, o vengono ritratti e gossippati in giro per le città o in ristoranti e alberghi con l’ amichetto\a di turno.
Niente nomi, ma come si dice dalle mie parti: -“Raccontala per come passa, che è meglio va!

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5 pensieri su “20 ORE AL GIORNO

  1. Purtroppo eccomi qui. Da giovane avevo fatto diverse stagioni in albergo. In media si lavorava sulle 15/16 ore al giorno senza giornata libera, ma durante la settimana di ferragosto e la settimana tra Natale e capodanno potevano anche capitare le 40 ore filate (certo, avendo una pausa pranzo e una cena di una ventina di minuti, e un’oretta in cui sciacquarsi e cambiarsi la divisa. Ma niente nanna….. sempre di corsa, perché fermarsi anche solo 1 ora avrebbe creato grandi problemi sia alla cucina che alla preparazione della sala. Mio marito ha appena lasciato un posto di lavoro dove avrebbe dovuto restare a nero e gratis un paio di mesi per imparare il mestiere… locale aperto 24 ore su24… e il titolare gli dava il cambio solo per 4 ore la mattina. Ha resistito 2 settimane, come tutti quelli prima di lui. Il titolare si era detto disponibile ad assumerlo part time alla fine del periodo di “apprendistato”, ma per le stesse ore (una ventina) al giorno e 800 euro al mese…. meno male che mio marito aveva almeno vitto e alloggio (!!!… ha dovuto portarsi la brandina da casa….), altrimenti avrei pure dovuto comperargli una macchina per andare al lavoro, visti i 50 km di distanza… Credetemi, ci sono mestieri in cui pur di sopravvivere le persone lavorano più di 15 ore al giorno, senza giornata libera Nè permessi per mesi e mesi. La retribuzione? Quella di un lavoratore part time. Ma se non c’è altro e uno deve mantenere la famiglia, accetta e resta fino a quando il fisico regge e non si manda a cagare il titolare schiavista. Mi chiedo dove sia l’ispettorato del lavoro in questi casi che affollano ormai molte vie delle nostre città. Tutti vedono e nessuno interviene. Logico che i poveretti che hanno bisogno di quei 4 soldi non denunciano, perché significherebbe farsi una brutta nomea tra i datori di lavoro e rischiare di non trovare più niente altro. Ma vi assicuro, non per tutta la vita, ma quando si è giovani si può benissimo lavorare quelle 120 ore la settimana, almeno i quattro mesi di stagione estiva e altrettanti della invernale, poi restano 4 mesi di stop in cui … si dorme e si dorme…e si spendono i soldi guadagnati per visite specialistiche per ridurre i danni da iperlavoro. Se venissero retribuite almeno 3 euro l’ora sarebbe una bella cosa… invece di solito si va su una monetina da 1 euro l’ora, comprensiva (!!!) di tredicesima, quattordicesima e tfr… se ti mettono in regola poi con un contratto a tempo determinato, poi, se vai via prima della scadenza del contratto devi lasciare anche 2 mesi di indennizzo all’azienda…. paghi per poter lavorare…. Che tristezza….

    • Cara Marta, hai tutta la mia solidarietà. Quello che descrivi non è lavoro, ma schiavitù a scopo di sopravvivenza.
      Però se noti l’ ultima parte del post ti rendi conto a chi effettivamente è dedicata l’ ironia delle 20 ore. A presto.

  2. Lo so Walter, prima di scrivere ho letto l’articolo, ed è vero che i “signori” che si vantano di essere grandi lavoratori…. fanno tutto tranne lavorare, e queste loro esternazioni offendono chi deve per forza di cose lavorare per tre quarti della giornata, come dici tu appunto per sopravvivenza. E sono in moltissimi. Certo, non possiamo stare mezz’ora sotto la doccia, a farci le unghie, la messa in piega o la ceretta. Non abbiamo né il tempo né i soldi per andare dalla pettinatrice, e dunque coda di cavallo fatta magari coi capelli bagnati per la mancanza di tempo di asciugare i capelli. Le nostre case sono perennemente incasinate, e perfino chiamare i nostri cari è difficoltoso (io chiamavo i miei parenti quando ero seduta in bagno…..per risparmiare tempo). Non esistono permessi per visite mediche, anche perché alla prima richiesta di permesso il datore di lavoro mette in chiaro che il contratto non verrà poi rinnovato, oltre al fatto che comunque spetta al datore di lavoro concedere o rifiutare la richiesta di assenza per motivi di organizzazione lavorativa….Ma almeno a noi quei 4 soldi a fine mese arrivavano! Invece ai lavoratori cocopro, alle finte Partite Iva, ai lavoratori in collaborazione e partecipazione e peggio ancora agli stagisti arriva poco o niente (ormai noi poveri siamo quasi tutti laureati, e abbiamo lasciato i posti fissi ai detentori di diploma professionale o addirittura di licenza media…). Dunque meglio lavorare 20 ore al giorno e puzzare un pochino, che vivere in macchina da disoccupati (anche quella costa assicurazione, bollo, collaudo… dunque presuppone comunque un lavoro remunerato alle spalle) sempre che qualcuno ci conceda di mettere la residenza fittizia a casa loro (cosa impossibile, in quanto nessuno metterebbe mai un estraneo nel proprio nucleo familiare e reddituale), quindi senza una residenza si viene a perdere pure la patente e la proprietà del veicolo, oltre che perdere l’assicurazione sanitaria…. fossi in te proverei a fare un articolo sulle nuove schiavitù (italiane, non serve parlare dei clandestini, hanno già abbastanza pubblicità in molti altri blog) e delle nuove povertà. Vedrai che per un tetto e una minestra, molti italiani accetterebbero qualsiasi lavoro con qualsiasi orario, basta che sia minimamente retribuito. Probabilmente alle dipendenze di quei signori a cui ti riferivi nell’articolo….

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