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Il blog dei sopravvissuti.

Già, ma sopravvissuti a chi e a che cosa? A tutto e a tutti. Sopravvissuti ai problemi di ogni giorno, agli altri, alle catastrofi e ai momenti di gioia (se presi male, fanno danno anche quelli), alle stagioni del passato, all’ ultimo giubbotto, al lavoro che fa ciao con la manina, al cenone di Natale e al funerale di un’ amico, alle chiavi che non si trovano, al telefono che squilla contemporaneamente al cellulare, al futuro nascosto dietro l’ orizzonte, le congiure di palazzo, allo stronzo che si fotte il posto dell’ auto, alla metropolitana persa, le guerre di confine e quelle sotto e dentro casa, ai pensieri andati e mai ritrovati.

Perché in fondo, alla fine di tutto, si resta soli con se stessi. E si sopravvive a se stessi.

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3 pensieri su “;

  1. Caro Wartere, quanno se nasce e quanno se more semo da soli e mo puro quanno se vive.
    Dovemo fa er mejo… pe acchiappa’ querche attimo de felicità. Grazzie pe li commenti, ero fori e ner macchione nun c’è er picci. ‘N caro saluto 😉

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