QUANDO LA MONTAGNA PARTORISCE UN TOPOLINO

Non bastavano Grillo e il suo Blog a tenere alta la spocchia arrogante del degrado strillazzaro, ci voleva proprio un rinforzo autoritario che partisse dal mondo della cultura. Tal quale Franco Battiato.
Se un intellettuale, auto-convinto della propria Illuminazione Spirituale (beato lui), ad un convegno nella sede del Parlamento Europeo dice le stesse cose che direbbe un carrettiere ubriaco di infima taverna, allora l’ illuminato si stia a casa a contemplare il suo solido nulla. Non è stato messo sul piedistallo delle responsabilità politiche per questo. Moralismo bigotto? No, si chiama contestualizzare. Il Signor Battiato Franco è stato nominato Assessore Regionale al Turismo in Sicilia per via del suo prestigio. E nelle dichiarazioni rese nei confronti della politica italiana, di prestigio non si intravede neanche l’ ombra. Non nel concetto di idea, ma nel metodo. Poi è inutile tirare fuori dal cilindro a bombetta un – “sono stato frainteso” a sua discolpa; le grette parolacce e altre amene volgarità di bassa schiatta, le tenga per sé. Le pensi e le urli pure se crede, ma a casa sua tra i limoneti a lui tanto cari, ma dove non lo sente nessuno.
La cultura e l’ alto livello sociale si differenziano e si contrappongono alla gretta barbarie, proprio per queste cose. Per il metodo, per il modo di esprimersi. E’ proprio impensabile fare e parlare di politica senza il turpiloquio? L’ educazione è considerata alla stregua di una ingombrante moda vintage di cui disfarsi nel più breve tempo possibile? Ormai si è arrivati allo sbracamento sociale. Il totale qualunquismo che avanza come fiume in piena, il populismo sciatto e retrogrado, che con l’ alibi della crisi economica, viene portato a ballanzè per calpestare gli ultimi stracci di eleganza e di stile ancora in vita. Ma si! Un bel rutto con rincorsa e chissenefrega. E se qualcuno protesta: ”vaffanculo e non ci rompere i coglioni!” Magari scritto con l’ I-Phone, fa più figo, anzi coatto.
No. Un no secco e deciso a tutto questo. Non ci si deve assuefare al fetore ammorbante dell’ imbarbarimento. Almeno chi non vuole.

IPSE DIXIT
Battiato: “Ci sono troie in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino”.

NON DIXERIT (e meno male)
Mahatma Gandhi: “Vi pisciamo in bocca e vi facciamo un tarallo quanto un condominio russo se non accettate sti cazzo di Diritti Civili.”
Elisabetta II Regina del Regno Unito: “Quei rotti in culo degli argentini con la fottuta pretesa delle Isole Falkland hanno scassato la minkia.”
Papa Francesco: “Il prossimo figlio di baldracca che mangia carne il Venerdì Santo, gli sparo in faccia”.
Albert Einstein: “Bastardi e coglioni! Quanto ci avete messo per capire la Teoria della Relatività?”
Tanto … ormai …

Per inciso: le parolacce le conosco pure io, e anche di più volgari. Molto più volgari di quelle sopra elencate. Ma non vado certo a distribuirle in forma gratuita, come riso agli sposi sul Sagrato. Ancora e per fortuna, qualcuno nel mondo si scandalizza e le rigetta al mittente.
Qualcun altro diceva: “Restiamo umani.” Diceva … perché poveraccio, è stato ucciso.

7 pensieri su “QUANDO LA MONTAGNA PARTORISCE UN TOPOLINO

  1. Se io sparo una cazzata o peggio ancora mi esprimo in modo arrogante, con il tono del saccente, sono un cretino che più che agli altri faccio male a me stesso. Le mie minchiate rimangono in un contesto limitati. Quando le stesse cose le fà una persona nota e famosa il danno è molto maggiore. Questa gente è e diventa un termine di riferimento per gli altri che, e al giorno d’oggi è puttosto facile, si lasciano influenzare e scimiottano, più o meno consapevolmente, le sparate. Così, pian piano, si creano generazioni di sapientoni sparacazzate. E’ una povera società quella che, anche a fronte di fatti disdicevoli, non è capace di esprimersi con rispetto per se stessa e per i suoi interlocutori.

    • Già, pare sia difficile esprimere un pensiero senza parolacce. Qualche anno fa, chi si esprimeva in questo modo, non godeva di ottima reputazione. Oggi è il contrario. Se non ci si esprime in un mordace turpiloquio, si viene additati come bigotti moralisti.

  2. Ciao Wartere, giusto quello che scrivi. Mo vivemo su sta terra che tutto puzza di covo e di morte.Quanno ero regazzina drento casa nun se respirava forte sinnò cera er castigo. Mo è troppo! me dispiasce che la vita sarebbe bella ma, difficile capì er funzionamento. Un caro saluto

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