MALEDETTI

I signori della paura per farci stare tranquilli, hanno creato le macchinette della felicità: è facile, basta mettere i soldi, premere il bottone e aspettare.
Non esce un cazzo dalla macchina; rimettere i soldi, ripremere il bottone, riaspettare. Niente, la macchina si è fregata i soldi. Forse il pezzo di felicità si è incastrato e non esce. Niente, non esce.
– Scusi, ho messo i soldi per due volte nella macchina che dà la felicità, ma non esce niente! Si è rotta?
– No, non si è rotta, funziona benissimo!
– Sopra c’ è scritto: QUESTA MACCHINA DA’ LA FELICITA’. Dov’è?
– Ma non c’ è scritto che la dà a lei. Di sicuro a chi ha messo la macchina lì.
– Ah, ma io ora lo so e lo dico a tutti che è una fregatura!
– Quando sarà, avranno inventato la macchina dell’ Eternità, e poi dell’ altro.
Intanto l’ ufficio disbrigo pratiche spirituali è in fermento. La solita carenza di personale al reparto virgole e il divieto di sognare a Novembre crea scompiglio tra gli addetti alla manutenzione del futuro.
Passerà. L’ uscita dei nuovi telecomandi antidolore li calmerà per un altro poco e tutto ritornerà come prima. Come sempre.
Nel frattempo nella fabbrica di utopie, spostando le nuvole da un dramma all’ altro, si sono mangiati pure l’ anima.
Il mercato della dignità sta per andare in ferie. Sarebbe bene farne scorta per i periodi di magra. Vedremo, ma mica è facile. Perché se le guardie del terrore si accorgono che sei sereno, ti arrestano prima che compri e, chissà quando ti rilasciano.
Oggi è il giorno dedicato al controllo della fantasia. Si notano delle dita puntate sulla luna; dita perfette nella manicure, nello smalto luccicante sulle unghie, dalla pelle morbida e delicata. Altre invece sono sporche, callose e informi. Fanculo alla luna.

– È colpa tua se non ti capisco. È sempre colpa tua!

E arriva il domani. Ti sembra di sfiorarlo con le idee, ma è impalpabile. Ti passa accanto come un cofanetto colorato pieno di domande, illusioni a forma di pensiero e sogni in 3D. Poi, un voltarsi di scatto e lo vedi, che si allontana con le sue lucine sempre più piccole fino a spegnersi. Un altro domani attende.
Traccio delle parole sul muro, salta fuori questo: “Siamo costantemente attratti da una gravità terrestre di SEIMILA MILIARDI DI MILIARDI DI TONNELLATE, ma troviamo più difficile sostenere il peso dell’ anima, che è meno di un soffio.”

Esterno – giorno: respiro profondo. C’è il sole, lo stesso di sette miliardi di anni fa. Ci sarà ancora per altri sette. Noi, no. O forse si. Non lo so.

5 pensieri su “MALEDETTI

  1. Ti rispondo con alcune righe che ho appena postato…falsità delle falsità, tutto è falsità…!coraggio perché non sei l’unico ad accorgersi di tante cose…maledettamente assurde!

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