HAIKU

In equilibrio sul nulla

depenno stagioni.

Anche questa è andata.

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IL DISSENSO

Ecco, se togliamo dalla prefazione di Mimmo Repetto del libro “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino:
i bambini;
il Jazz;
la pittura contemporanea;
i panda;
le case col panorama;
la poesia;
la fantascienza.

QUESTO SONO IO
E scusate se è poco.

STANZE VUOTE

Rebecca Litchfield

Foto di Rebecca Litchfield

Sembra un cadere
dall’ altro lato dei sogni
che, sento i tuoi occhi.
Guardo le tue parole
perdersi oltre un cielo bastardo,
confuse, nascoste, in agguato
fino a spaccare l’ orizzonte,
tra le carezze della tempesta
e i graffi di un sorriso
nelle notti
sospese nell’ incanto
dell’ Universo.
Scoppia il cuore … booOOM!
D’ improvviso emozione.
Poi, come polvere nel buio,
di un canto senza note
si spengono le pareti.
Si, di sensazioni sanguina
l’ anima,
prima del nulla
in attesa di un orgasmo di Luce.

SENTO FREDDO

I SigV (ora SigV 2.0) sono un gruppo rock romano, sconosciuto praticamente a (quasi) tutti. Eppure hanno all’ attivo un LP edito nel 2004 “strani Sogni”. La canzone qui sotto è invece contenuta nell’ EP “Mani” del 2007.
LP non lo trovi neppure su Amazon, figuriamoci in un negozio di dischi e nemmeno (fino a adesso) su “Iutubbe”. Difatti questa canzone è stata scaricata nel 2007 da Vitaminic.it, sito che raccoglieva tutto l’ underground italiano e del mondo. Vitaminic però, ha chiuso definitivamente battenti nel 2012 (mi pare) con buona pace per chi ama la buona musica. Ora si occupa d’ altro. Ma “Strani Sogni” è una raccolta di brani fantastica, spero di poterla postare al più presto sul tubo.
“Sento freddo” dei SigV (o Signor Vendetta) è un buon brano, anzi ottimo se si considera che è auto prodotto e può fare le scarpe e le caviglie a gente blasonata con crew e budget da paura.
Sonorità parallele al rock psichedelico, un poco oscuro che … bla  bla  bla … ascoltalo che è meglio.

TANTI ANNI FA

Erano gli anni ’80 e quasi tutti gli adolescenti, si dividevano in tre tipi: paninari, metallari e dark. E c’ era tanta musica, Discoring e molta musica dal vivo, che andava dai Simply Reds, agli Spandau Ballet, dai Culture Club ai Duran Duran con le loro mega tournèe. E c’ erano pure i concerti dei soliti quattro gatti. Ecco, io andavo a quelli dei quattro gatti, con gruppi italiani che suonavano su palchi di fortuna, ma ci si appassionava davvero. E i biglietti si comperavano per quel che valevano e senza bagarinaggio nel Web, che non c’ era proprio. Tanta musica italiana underground che pochi ricordano, ma che ha fatto scuola alle band italiane di oggi. Era il tempo degli italiani Denovo, Go Flamingo!, NEGAZIONE, CCCP, Kunsertu, e poi i Neon con i Litfiba che gli facevano da “spalla”, quando ancora non erano nessuno. Ma tantissimi altri ancora.

Bei tempi gli anni ’80? Boh, non lo so, è che ognuno ha i suoi. Nei miei di adolescente, c’ era questa musica. E si ascoltava in vinile, con la puntina del giradischi che si faceva a gara a chi aveva la più costosa (diamantata), si registrava in musicassetta per sentirla nel Walkman e per passarsela tra amici. E poi i pictures disc … quanta nostalgia!