IL PESO DELLE EMOZIONI

Vorrei guardare i sogni
solo con la sete dei miei occhi,
attraversare voci e strade
che portano al giorno
sino al tropico dell’ anima.
Ed essere lì, dove
ogni attimo
è già domani,
oltre l’ eco delle stagioni.

Vorrei lasciarmi andare,
prima che sia adesso, dove
libero da me stesso
non ho bisogno di scelte o gridare,
dove non voglio avere ragione
e niente, resta della fine.
Solo ombre morbide come di seta,
accese schegge, in dono e
un cielo di veleno e rabbia sotto.

Vorrei contare tutte le stelle
una per una,
respiro per respiro,
leggere origami, di parole scritte
con il sapore del tempo,
per sentirne senza peso la
melodia dell’ aurora
quando ogni momento
finalmente, è frontiera.

IL PESO DELLE EMOZIONI

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UN NEMICO PER TUTTI

C’ è un nemico che hanno in comune tutti gli esseri umani, quello che in fondo conta, quello vero. E’ come un lupo che ti bracca costantemente in ogni momento del giorno, anche quando sei felice, quando sorridi, quando ti pettini, fai la spesa, telefoni, mangi … sempre. Non te ne accorgi ma sta lì, ti osserva acquattato nelle profonde pieghe dell’ anima, sussurrando la sua presenza, senza esserci ma pronto ad azzannarti con i suoi artigli. Non lo vedi, non lo odori, non fa ombre sui muri.
Il suo punto forte è la nostra debolezza. Cerca questa perché di questa si nutre.
L’ unico modo per sconfiggere questo lupo non è ucciderlo, ma entrare con decisione nella sua tana e attenderlo lì. Basta entrare nella sua tana scura e si allontana, diventa docile, se ne va.
Questo nemico feroce che abbiamo in comune, che non ha forma, ma che vive nel tempo, che vive dentro di noi, dove ha la sua tana, ha un nome: PAURA.

Foto: http://data.whicdn.com/images/241022145/large.jpg

PROVOCHESCION

Orsù bimbe, bimbi e popoli d’ ogni dove dello sferoide terracqueo: sta arrivando.
Lo stanno già sistemando sugli scaffali degli store, degli ipermercati e ultramercati. Cosa? Ma lui, ovvio! L’ IPhone X.
Fa tutto; voi non avete neanche bisogno di esistere, ci pensa lui.

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Mi raccomando, durante l’ attesa, in fila per 3 col resto di 4, e senza spingere.

SIAMO CONTENTI COSI’

SIAMO CONTENTI COSI'

Vivo in un mondo dove le cose sono alla rovescia; il cibo non si compra più in base a quello che contiene, ma in base a quello che non c’è: senza olio di palma, senza additivi, senza conservanti, senza coloranti senza zucchero, lattosio, addensanti, senza un cazzo. Prima c’ erano i pomodori, oggi ci sono i pomodori bio a chilometro zero Dop, che sono la stessa cosa, ma con il fatto che costano tre volte tanto e sono coltivati sopra una discarica abusiva di scorie radioattive.

Tutto è smart, come lo smartphone, “furbo-telefono”, una saponetta di plastica piena di microchip che viene utilizzata per fare selfie, cioè autoscatti con il collo storto, la bocca a culo di gallina e l’ indice e il medio a indicare il numero dei neuroni scappati alla lobotomia dilagante. Gli oggetti sono diventati furbi, l’ essere umano … è rimasto al palo.

Tutto è Eco; ecocompatibile, ecologico, economico, ecosostenibile. Di normale non c’ è più un cazzo. Come lo smartphone di cui sopra, un ammasso di plastica, vetro, metalli impronunciabili che si cambia ogni sei mesi e quello vecchio dove va, nessuno lo sa trallallerollallà.

Si vuole la privacy a tutti i costi, ma si va in strada a fare video in continuazione agli altri, da postare in tutti i social.
Qualcuno è in pericolo.
-Presto chiama i soccorsi!
– sto facendo il video pirla, non vedi che ho lo smart occupato?
Poi su faccia libro la stessa persona idiota mette il faccino triste per la persona morta perché senza soccorsi e il faccino allegro, perché era lì a riprendere la morte in diretta. Lol! Io c’ero!

Tutto è online.
– Quanto fa due più due?
– Aspè che vedo su wikipedia … … non lo dice. Allora non esiste.

Tutto è easy; easy Job, easy drive, ma easy che? Che già al primo trillo della easy sveglia, tocca fare le capriole per arrivare a sera.
Tutto è on line: tutto si compra on line. Ti compri un paio di scarpe estive, belle, trendy, fighe. Arriva il pacco delle scarpe, la misura non è quella, rimanda indietro, arrivano quelle con la misura giusta dopo un mese ma di un altro modello, pagato on line, su una carta di credito o prepagata che nel frattempo in Ungheria è stata prosciugata a furia di televisori e biciclette comprate da un Hacker in Albania e vendute di straforo in Serbia.
Le scarpe arrivano a novembre, la carta nel frattempo è stata liofilizzata in Russia per sovvenzionare teste vuote dell’ ISIS che, si fanno saltare in aria nella stessa piazza dove hai indossato per la prima volta le scarpe estive (a dicembre), ma vuoi mettere l’ acquisto togo?
Pure il biglietto del treno o dell’ aereo per le vacanze è on line. Ma ti sei dimenticato di caricare la batteria del furbo-telefono e quindi non potendo esibire il furbo biglietto acquistato in modo easy stai a terra, aspetti il prossimo volo o treno, ma con un altro biglietto acquistato in biglietteria.
Pure i libri si comprano online. Il furbo-omuncolo però, è convinto che avere la possibilità di poterlo acquistare su internet, vale come averlo letto.

Tutto è anti: antimacchia, antiscivolo, antimuffa, antirughe, antigelo, antipioggia, antiallergico, antistatico, antipatico.
Tutto quello che non è anti … è antico.

Prima per i giovani c’ era il lavoro che trovavi con una schifosa raccomandazione d’ acciaio; non facevi un cazzo fino alla pensione che davano a 19 anni, 6 mesi e 1 giorno di servizio, fino alla morte, che arrivava dopo 50 anni di pensione.
Oggi i giovani dopo 19 anni, 6 mesi e 1 giorno persi a trovare una raccomandazione che non troveranno mai, si rendono conto a 50 anni, che la pensione gliela danno solo dopo morti.

Meno male che stanno sparendo pure le stampanti. Tutto si fa online. Già perché una stampante la trovi (on line ovviamente)anche a 29,99 Euro (scrivere 30 Euro secchi sta brutto, non è smart). Le cartucce di inchiostro da sostituire però, costano 39,99 Euro. Cioè l’ inchiostro contenuto nelle cartucce vale al grammo, più dell’ oro e della stampante stessa.

Permesso … permesso. Scusate vorrei scendere. No non si preoccupi, mi sta bene anche in corsa.

A PROPOSITO DI …

Nuvole

La cosa più profonda dell’ Amore inteso in ogni sua espressione, è che ti fa gioire e soffrire al tempo stesso.  Una pulsione che, a differenza dell’ odio non si può reprimere per scelta. Afferma la nostra esistenza, senza negare tutte le altre possibilità che si trovano all’interno della nostra grande o modesta avventura personale nell Umanità,  riportandoci a (ri)scoprire noi stessi, momento su momento, in  una lotta quotidiana per prevalere in un mondo stupido e idiota. Ma al contempo, un mondo in cui si infrangono come onde tutte le nostre ombre, le nostre paure fino a guardare in faccia la nostra vita con un senso di rinnovato coraggio, verso noi stessi e gli altri. Anche quando ci fregano con cattiveria, la valigia delle nostre speranze. Da solo viene come nuvola, e da solo se ne va, se non lo coltiviamo.

L’ Amore è astratto, non ha forma, peso e neanche dimensione, ma ha bisogno di tutto questo per concretizzarsi. Si vive quasi fuori dal tempo anche se lo usa; non si impara, non ha bisogno di spiegazioni e non vuole esperienza. È un patrimonio intimo e naturale di ognuno. Si riceve e si trasmette … punto. In fondo, questo fa l’ Amore: umilia la stupidità e l’ idiozia.

Senza, siamo fottuti.

E’ più bellissimissimo.

Per volare non ci vogliono grandi ali, ma tanta immaginazione. Con questa, vai dove vuoi, non inquini, non ti costa nulla e se lo fai con semplicità … è più bello.

E’ più bello perché ti fa tornare bambino. O, malgrado tutto, ti fa rimanere tale.