SIAMO CONTENTI COSI’

SIAMO CONTENTI COSI'

Vivo in un mondo dove le cose sono alla rovescia; il cibo non si compra più in base a quello che contiene, ma in base a quello che non c’è: senza olio di palma, senza additivi, senza conservanti, senza coloranti senza zucchero, lattosio, addensanti, senza un cazzo. Prima c’ erano i pomodori, oggi ci sono i pomodori bio a chilometro zero Dop, che sono la stessa cosa, ma con il fatto che costano tre volte tanto e sono coltivati sopra una discarica abusiva di scorie radioattive.

Tutto è smart, come lo smartphone, “furbo-telefono”, una saponetta di plastica piena di microchip che viene utilizzata per fare selfie, cioè autoscatti con il collo storto, la bocca a culo di gallina e l’ indice e il medio a indicare il numero dei neuroni scappati alla lobotomia dilagante. Gli oggetti sono diventati furbi, l’ essere umano … è rimasto al palo.

Tutto è Eco; ecocompatibile, ecologico, economico, ecosostenibile. Di normale non c’ è più un cazzo. Come lo smartphone di cui sopra, un ammasso di plastica, vetro, metalli impronunciabili che si cambia ogni sei mesi e quello vecchio dove va, nessuno lo sa trallallerollallà.

Si vuole la privacy a tutti i costi, ma si va in strada a fare video in continuazione agli altri, da postare in tutti i social.
Qualcuno è in pericolo.
-Presto chiama i soccorsi!
– sto facendo il video pirla, non vedi che ho lo smart occupato?
Poi su faccia libro la stessa persona idiota mette il faccino triste per la persona morta perché senza soccorsi e il faccino allegro, perché era lì a riprendere la morte in diretta. Lol! Io c’ero!

Tutto è online.
– Quanto fa due più due?
– Aspè che vedo su wikipedia … … non lo dice. Allora non esiste.

Tutto è easy; easy Job, easy drive, ma easy che? Che già al primo trillo della easy sveglia, tocca fare le capriole per arrivare a sera.
Tutto è on line: tutto si compra on line. Ti compri un paio di scarpe estive, belle, trendy, fighe. Arriva il pacco delle scarpe, la misura non è quella, rimanda indietro, arrivano quelle con la misura giusta dopo un mese ma di un altro modello, pagato on line, su una carta di credito o prepagata che nel frattempo in Ungheria è stata prosciugata a furia di televisori e biciclette comprate da un Hacker in Albania e vendute di straforo in Serbia.
Le scarpe arrivano a novembre, la carta nel frattempo è stata liofilizzata in Russia per sovvenzionare teste vuote dell’ ISIS che, si fanno saltare in aria nella stessa piazza dove hai indossato per la prima volta le scarpe estive (a dicembre), ma vuoi mettere l’ acquisto togo?
Pure il biglietto del treno o dell’ aereo per le vacanze è on line. Ma ti sei dimenticato di caricare la batteria del furbo-telefono e quindi non potendo esibire il furbo biglietto acquistato in modo easy stai a terra, aspetti il prossimo volo o treno, ma con un altro biglietto acquistato in biglietteria.
Pure i libri si comprano online. Il furbo-omuncolo però, è convinto che avere la possibilità di poterlo acquistare su internet, vale come averlo letto.

Tutto è anti: antimacchia, antiscivolo, antimuffa, antirughe, antigelo, antipioggia, antiallergico, antistatico, antipatico.
Tutto quello che non è anti … è antico.

Prima per i giovani c’ era il lavoro che trovavi con una schifosa raccomandazione d’ acciaio; non facevi un cazzo fino alla pensione che davano a 19 anni, 6 mesi e 1 giorno di servizio, fino alla morte, che arrivava dopo 50 anni di pensione.
Oggi i giovani dopo 19 anni, 6 mesi e 1 giorno persi a trovare una raccomandazione che non troveranno mai, si rendono conto a 50 anni, che la pensione gliela danno solo dopo morti.

Meno male che stanno sparendo pure le stampanti. Tutto si fa online. Già perché una stampante la trovi (on line ovviamente)anche a 29,99 Euro (scrivere 30 Euro secchi sta brutto, non è smart). Le cartucce di inchiostro da sostituire però, costano 39,99 Euro. Cioè l’ inchiostro contenuto nelle cartucce vale al grammo, più dell’ oro e della stampante stessa.

Permesso … permesso. Scusate vorrei scendere. No non si preoccupi, mi sta bene anche in corsa.

A PROPOSITO DI …

Nuvole

La cosa più profonda dell’ Amore inteso in ogni sua espressione, è che ti fa gioire e soffrire al tempo stesso.  Una pulsione che, a differenza dell’ odio non si può reprimere per scelta. Afferma la nostra esistenza, senza negare tutte le altre possibilità che si trovano all’interno della nostra grande o modesta avventura personale nell Umanità,  riportandoci a (ri)scoprire noi stessi, momento su momento, in  una lotta quotidiana per prevalere in un mondo stupido e idiota. Ma al contempo, un mondo in cui si infrangono come onde tutte le nostre ombre, le nostre paure fino a guardare in faccia la nostra vita con un senso di rinnovato coraggio, verso noi stessi e gli altri. Anche quando ci fregano con cattiveria, la valigia delle nostre speranze. Da solo viene come nuvola, e da solo se ne va, se non lo coltiviamo.

L’ Amore è astratto, non ha forma, peso e neanche dimensione, ma ha bisogno di tutto questo per concretizzarsi. Si vive quasi fuori dal tempo anche se lo usa; non si impara, non ha bisogno di spiegazioni e non vuole esperienza. È un patrimonio intimo e naturale di ognuno. Si riceve e si trasmette … punto. In fondo, questo fa l’ Amore: umilia la stupidità e l’ idiozia.

Senza, siamo fottuti.

E’ più bellissimissimo.

Per volare non ci vogliono grandi ali, ma tanta immaginazione. Con questa, vai dove vuoi, non inquini, non ti costa nulla e se lo fai con semplicità … è più bello.

E’ più bello perché ti fa tornare bambino. O, malgrado tutto, ti fa rimanere tale.

 

POESIA INANE

balcone inane

Obsoleto e frugale desco
nel giberne è adeso, finitimo
e supino all’ uopo, traveggola
a guisa di cataplasma.
Cogente gaglioffo millanta
pusillanime, sacello al desio.
Mellifluo abbindola
il satrapo claudicante
lapalissiane abluzioni,
simulacro a foggia di nequizia.
Acrostico opinare,
cagione di genetliaco
obnubilante.
Esorna decubito.

– E quindi?
– Sticazzi!

IO LA VEDO COSÌ

Spaziotempo

Se si vuole dare una dimensione spaziale al tempo, lo si può rappresentare come un puntino in quel luogo infinito chiamato Eternità.
Viceversa, se si vuole dare una dimensione temporale allo spazio, lo si può rappresentare come un secondo in quel tempo eterno chiamato Infinito.
Noi, viviamo in questa immagine quadrimensionale che dura solo un secondo dentro quel misero puntino. Una gabbia. Una gabbia dove, la voglia ancestrale di uscirne fuori è nascosta e disperata al tempo stesso. A chi sta stretta questa gabbia, vuole andare oltre questo secondo e questo puntino. Non gli basta. Cerca di piegarne le sbarre, di trovare la serratura della porta chiusa. Sa che c’ è un oltre a tutto ciò che ha una fine, lo percepisce e lo desidera.
Altri invece, si accontentano del qui e adesso, di stare dentro questi confini. Buon per loro.

‘A POSTU SIMU!

bombaUno legge le notizie dal mondo e, se non si accascia sgomento a terra per quel che accade, poco ci manca;
da un lato c’ è un tizio, tale Donald Trump che vuole alzare muri attorno i confini degli Stati (imp)Uniti, dimentico degli indiani (Navajo, Crow, Sioux, Apache e tante altre tribù di nativi) che stavano belli tranquilli e non hanno messo neanche un mattone sopra l’ altro, quando sono arrivati quelli che un tempo erano dei volgari invasori e predoni provenienti da Oltre Oceano e si sono presi i loro territori.
Dall’ altra parte del mondo, nella Corea del Nord un coso indefinibile, all’ anagrafe Kim Jong Un, uscito da chissà quale fumetto, per gioco spara missili nucleari nel mare, un giorno si e l’ altro invece pure, applaudito da milioni di marionette schiave e minacciate di tortura.
Facendo un salto in Medio Oriente, quattro malvagi scalzacani denominati ISIS che con la scusa dell’ Islam “fai da te” e di Fatwe improvvisate come dei falò in spiaggia, uccidono chiunque respiri, convinti che basta un Kalashnikov per conquistare il mondo e si divertono a sgozzare chiunque capiti a tiro.
Spunta ora un tipetto, Recep Tayyip Erdogan, più pesante di un piatto di fagioli con cotiche, tonno e cipolle. Un baffetto che ha messo più gente in galera lui in Turchia, che la Santa Inquisizione nella Golden Age. Lo stesso Erdogan che prima si prendeva a sputi e stracci con Vladimiro Putin per le incursioni di aerei da guerra nel suo territorio e che ora, è culo e camicia. E va in giro, come la gallina che ha cantato e fatto l’ uovo, a dare dei nazisti agli stessi che il nazismo l’ hanno subito, sol perché non hanno fatto manifestare i suoi tirapiedi in Olanda.
Lo stesso Vladimiro-ammazzagiornalisti Putin che, finita la guerra fredda, è diventato compare di Trump che butterebbe fuori dall’ Area 51 gli alieni (se ci fossero), perché senza permesso di soggiorno, per mettere al loro posto il suo parrucchiere, che fa più mistero.
La Cina, che sta sempre con il coltello fra i denti con la Russia, decide, fra una paccottiglia e l’ altra, che il Tibet è suo e punta i piedi e si offende se qualche Stato, Italia compresa, invita il Dalai Lama per un Tè nelle Scuderie del Quirinale.

Questa è la gente che governa il mondo. Se si esclude il Rais ottomano (che le gestisce conto terzi), tutti questi paladini del grottesco, possiedono armi nucleari e hanno la possibilità di spedire al creatore milioni di persone, in un patetico momento di noia.

E in Italia che succede? Stendiamo un piumone pietoso. Siamo gente modesta ma creativa: riusciamo con sole quattro macchine a creare un ingorgo sincopato, a smanettare rincitrulliti sui social facendo selfie a go go o con la PS4, dire e credere che la terra è piatta, cercare la nuova fiamma VIP da gossippare, bruciare viva con acido o benzina la gente, per sport o ripicca e altre suggestioni pecorecce. Per fortuna, o per disgrazia, qui armi nucleari a nostro uso e consumo non ne abbiamo. Importiamo però, le scorie nucleari dagli altri stati e che sotterriamo a Kazzo di cane di fronte casa, proprio dove si coltivano le insalate vendute come biologiche.