HAIKU

In equilibrio sul nulla

depenno stagioni.

Anche questa è andata.

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A PROPOSITO DI …

Nuvole

La cosa più profonda dell’ Amore inteso in ogni sua espressione, è che ti fa gioire e soffrire al tempo stesso.  Una pulsione che, a differenza dell’ odio non si può reprimere per scelta. Afferma la nostra esistenza, senza negare tutte le altre possibilità che si trovano all’interno della nostra grande o modesta avventura personale nell Umanità,  riportandoci a (ri)scoprire noi stessi, momento su momento, in  una lotta quotidiana per prevalere in un mondo stupido e idiota. Ma al contempo, un mondo in cui si infrangono come onde tutte le nostre ombre, le nostre paure fino a guardare in faccia la nostra vita con un senso di rinnovato coraggio, verso noi stessi e gli altri. Anche quando ci fregano con cattiveria, la valigia delle nostre speranze. Da solo viene come nuvola, e da solo se ne va, se non lo coltiviamo.

L’ Amore è astratto, non ha forma, peso e neanche dimensione, ma ha bisogno di tutto questo per concretizzarsi. Si vive quasi fuori dal tempo anche se lo usa; non si impara, non ha bisogno di spiegazioni e non vuole esperienza. È un patrimonio intimo e naturale di ognuno. Si riceve e si trasmette … punto. In fondo, questo fa l’ Amore: umilia la stupidità e l’ idiozia.

Senza, siamo fottuti.

E’ più bellissimissimo.

Per volare non ci vogliono grandi ali, ma tanta immaginazione. Con questa, vai dove vuoi, non inquini, non ti costa nulla e se lo fai con semplicità … è più bello.

E’ più bello perché ti fa tornare bambino. O, malgrado tutto, ti fa rimanere tale.

 

STANZE VUOTE

Rebecca Litchfield

Foto di Rebecca Litchfield

Sembra un cadere
dall’ altro lato dei sogni
che, sento i tuoi occhi.
Guardo le tue parole
perdersi oltre un cielo bastardo,
confuse, nascoste, in agguato
fino a spaccare l’ orizzonte,
tra le carezze della tempesta
e i graffi di un sorriso
nelle notti
sospese nell’ incanto
dell’ Universo.
Scoppia il cuore … booOOM!
D’ improvviso emozione.
Poi, come polvere nel buio,
di un canto senza note
si spengono le pareti.
Si, di sensazioni sanguina
l’ anima,
prima del nulla
in attesa di un orgasmo di Luce.

POESIA INANE

balcone inane

Obsoleto e frugale desco
nel giberne è adeso, finitimo
e supino all’ uopo, traveggola
a guisa di cataplasma.
Cogente gaglioffo millanta
pusillanime, sacello al desio.
Mellifluo abbindola
il satrapo claudicante
lapalissiane abluzioni,
simulacro a foggia di nequizia.
Acrostico opinare,
cagione di genetliaco
obnubilante.
Esorna decubito.

– E quindi?
– Sticazzi!