ALBEDO

ALBEDO

Seducente è il respiro della notte
e il suo silenzio come cuore,
in gocce scivola.
Semplice anelito
in un labirinto di stagioni
perdute, nei pensieri.
Pioniere del tempo, cantano
le nuvole, si sciolgono
in frammenti di libertà.
E d’ improvviso è oblio.
Futuro in viaggio:
andata e ritorno si fondono
in frontiere di Luce.

S’ ATTENDE

Aurora Boreale
Erano solo trenta foglie blu
all’ autunno
e il sole,
arcobaleno di sensazioni
e preghiera al petto,
sospeso stava.
Vibrazione di un silenzio
scritto nel tempo.
E’ primavera, s’ attende
in quell’ immenso non so che,
dove ogni stella è
sogno sul volto dipinto.
Adagio s’ attende
ora,
per sempre … o mai più.

IO LA VEDO COSÌ

Spaziotempo

Se si vuole dare una dimensione spaziale al tempo, lo si può rappresentare come un puntino in quel luogo infinito chiamato Eternità.
Viceversa, se si vuole dare una dimensione temporale allo spazio, lo si può rappresentare come un secondo in quel tempo eterno chiamato Infinito.
Noi, viviamo in questa immagine quadrimensionale che dura solo un secondo dentro quel misero puntino. Una gabbia. Una gabbia dove, la voglia ancestrale di uscirne fuori è nascosta e disperata al tempo stesso. A chi sta stretta questa gabbia, vuole andare oltre questo secondo e questo puntino. Non gli basta. Cerca di piegarne le sbarre, di trovare la serratura della porta chiusa. Sa che c’ è un oltre a tutto ciò che ha una fine, lo percepisce e lo desidera.
Altri invece, si accontentano del qui e adesso, di stare dentro questi confini. Buon per loro.

‘A POSTU SIMU!

bombaUno legge le notizie dal mondo e, se non si accascia sgomento a terra per quel che accade, poco ci manca;
da un lato c’ è un tizio, tale Donald Trump che vuole alzare muri attorno i confini degli Stati (imp)Uniti, dimentico degli indiani (Navajo, Crow, Sioux, Apache e tante altre tribù di nativi) che stavano belli tranquilli e non hanno messo neanche un mattone sopra l’ altro, quando sono arrivati quelli che un tempo erano dei volgari invasori e predoni provenienti da Oltre Oceano e si sono presi i loro territori.
Dall’ altra parte del mondo, nella Corea del Nord un coso indefinibile, all’ anagrafe Kim Jong Un, uscito da chissà quale fumetto, per gioco spara missili nucleari nel mare, un giorno si e l’ altro invece pure, applaudito da milioni di marionette schiave e minacciate di tortura.
Facendo un salto in Medio Oriente, quattro malvagi scalzacani denominati ISIS che con la scusa dell’ Islam “fai da te” e di Fatwe improvvisate come dei falò in spiaggia, uccidono chiunque respiri, convinti che basta un Kalashnikov per conquistare il mondo e si divertono a sgozzare chiunque capiti a tiro.
Spunta ora un tipetto, Recep Tayyip Erdogan, più pesante di un piatto di fagioli con cotiche, tonno e cipolle. Un baffetto che ha messo più gente in galera lui in Turchia, che la Santa Inquisizione nella Golden Age. Lo stesso Erdogan che prima si prendeva a sputi e stracci con Vladimiro Putin per le incursioni di aerei da guerra nel suo territorio e che ora, è culo e camicia. E va in giro, come la gallina che ha cantato e fatto l’ uovo, a dare dei nazisti agli stessi che il nazismo l’ hanno subito, sol perché non hanno fatto manifestare i suoi tirapiedi in Olanda.
Lo stesso Vladimiro-ammazzagiornalisti Putin che, finita la guerra fredda, è diventato compare di Trump che butterebbe fuori dall’ Area 51 gli alieni (se ci fossero), perché senza permesso di soggiorno, per mettere al loro posto il suo parrucchiere, che fa più mistero.
La Cina, che sta sempre con il coltello fra i denti con la Russia, decide, fra una paccottiglia e l’ altra, che il Tibet è suo e punta i piedi e si offende se qualche Stato, Italia compresa, invita il Dalai Lama per un Tè nelle Scuderie del Quirinale.

Questa è la gente che governa il mondo. Se si esclude il Rais ottomano (che le gestisce conto terzi), tutti questi paladini del grottesco, possiedono armi nucleari e hanno la possibilità di spedire al creatore milioni di persone, in un patetico momento di noia.

E in Italia che succede? Stendiamo un piumone pietoso. Siamo gente modesta ma creativa: riusciamo con sole quattro macchine a creare un ingorgo sincopato, a smanettare rincitrulliti sui social facendo selfie a go go o con la PS4, dire e credere che la terra è piatta, cercare la nuova fiamma VIP da gossippare, bruciare viva con acido o benzina la gente, per sport o ripicca e altre suggestioni pecorecce. Per fortuna, o per disgrazia, qui armi nucleari a nostro uso e consumo non ne abbiamo. Importiamo però, le scorie nucleari dagli altri stati e che sotterriamo a Kazzo di cane di fronte casa, proprio dove si coltivano le insalate vendute come biologiche.

VENTO DI MARZO

RICCARDO GUSMAROLI - VORTICE

Riccardo Gusmaroli – Vortice

Vele di barche

sulle onde danzare,

all’ orizzonte stagliarsi

di nuovi paesaggi lontani.

E tremano le foglie di marzo,

…le vorrei attorno a me.